Rosso senza filtri - Singola rivista
Il cielo rosso
Il cielo rosso | Copyright: Jeffrey / Flickr

Rosso senza filtri

I nuovi wildfire sono devastanti: 2 milioni di ettari in fiamme, come una regione italiana. Cosa c'é sotto l'infernale cielo rosso della west coast statunitense.

Il cielo rosso | Copyright: Jeffrey / Flickr
Redazione Singola

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Succede di nuovo e peggio di prima. La stagione degli incendi della west coast americana è iniziata intorno alla metà di agosto, colpevoli quel vento maledetto che lì chiamano El Diablo, l'arsura della terra e della vegetazione. E poi c'è lui, l'animale chiamato Homo e la maledizione di piromane che si trascina dentro, nella sua anima, da quando diventò Prometeo.
Siamo in California e in Oregon. In questi due stati i wildfire sono eventi ciclici: cicli che ormai da due decenni sono più frequenti e spesso più drammatici.

La lista di questi incendi è un climax, i colpi sempre più ravvicinati e distruttivi, le dimensioni che altalenano tra più e meno vaste, ma sempre in crescendo. Settantamila ettari nel 1970, centodiecimila nel 2003; sessantasei mila nel 2006, centodiecimila nel 2012. Quest'anno sono andati in fumo quasi due milioni di ettari.

L'immagine satellitare dei wildfire sopra la California e l'Oregon, 10 settembre 2020.

L'immagine satellitare dei wildfire sopra la California e l'Oregon, 10 settembre 2020. | Copernicus Sentinel / Commons Wikimedia

Al centro del fuoco il cielo non esiste, è nero, il vento viene concentrato dalle fiamme, succhiato dentro. A terra volano scintille che attecchiscono su altra materia combustibile, il calore pensa a fare il resto. Fuori dal fuoco, a seconda della direzione del vento, si può vedere un cielo terso oppure una montagna gigantesca di fumo che inghiotte il paesaggio, il cielo, le nuvole. I wildfire rinnovano nell'animale Homo il terrore sovrannaturale per il fuoco.

Mentre scriviamo questo articolo a San Francisco il cielo è del colore del rame. L'aria è piena di particolato, le proporzioni del disastro sono talmente immani che lo stesso vento non riesce a ripulire l'aria, il particolato si rimescola all'aria come in un fluido che bolle in una pentola, come sopra il cratere di un vulcano. Le foto apparse sui giornali sono tutte clamorosamente virate sul rosso. I redattori devono specificare che non sono processate, che sono reali. La fuliggine continuerà a galleggiare in aria per i prossimi giorni, forse settimane. Gli abitanti di San Francisco hanno di fronte ai loro occhi un'anteprima dell'Apocalisse. 

San Francisco, 9 settembre 2020.

San Francisco, 9 settembre 2020. | Christopher Michel / Flickr

L'animale Homo riesce a sottrarsi alla propria responsabilità ma non al prezzo dei disastri che crea. Le cause di questi enormi incendi sono tutte in qualche modo derivate dal suo intervento: i cambi climatici che portano siccità, temperature estreme e i fulmini scatenati dalle tempeste. Il disboscamento insufficiente e gli scarsi incendi controllati, ovvero la mancata cura delle foreste. L'urbanizzazione incosciente, l'utilizzo non sostenibile delle risorse idriche. Gli atti di piromania, perché c'è anche questo.

Nel 2018, quando un incendio devastò la cittadina di Paradise, il dolo fu diretto e riguardò l'attività della principale compagnia elettrica della California, la PG&E. L'incendio scaturì da una linea dell'alta tensione che doveva rimanere scarica per via appunto di El Diablo. Anche quest'anno, in alcuni casi, gli incendi sono stati causati da veri e propri atti criminali, ma probabilmente in pochi finiranno in tribunale e il maggior numero dei roghi verrà derubricato sotto la voce "disastro naturale".

Si può pensare infatti che le crisi sovrapposte che i californiani stanno vivendo, quella sanitaria e quella ambientale, non siano solo "naturali" ma anche slegate tra loro. Ed è questa la riprova della generale incapacità di comporre il mosaico di questa epoca.

Intanto, dopo che il bilancio dei morti e dei feriti è salito ulteriormente (almeno 29 morti in data odierna), il presidente Trump si è deciso a rompere il silenzio e a fare una visita ufficiale in California, scelta da molti contestata come ipocrita e tardiva, e che rinnova lo scontro politico tra lui e il governatore democratico Gavin Newsom.

Ma è sbagliato pensare che Trump, che nega l'innegabile fino a doversi piegare alla sua evidenza, sia il solo ad essere arrivato tardi. Anche senza il calcolo e la cattiva fede, è un difetto che riguarda un po' tutti. Il tempo tra lo scoprire, il capire e il correlare un errore fatto è spesso sciaguratamente più lungo dei suoi effetti. E quando finalmente una politica seria di conservazione dell'ambiente verrà messa in agenda sarà probabilmente troppo tardi.

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USA - 2020
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Pubblicato:
15-09-2020
Ultima modifica:
18-09-2020
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